Roma, 7 feb – A cosa si arriva pur di un po’ di pubblicità. Il giornalista Vittorio Zucconi riprende il triste caso di cronaca avvenuto negli scorsi giorni: quello che ha visto, suo malgrado, come protagonista il giovane nuotatore Manuel Bortuzzo.
Il ragazzo trevigiano è rimasto vittima di due malviventi che, scambiandolo per un’altra persona con cui avevano avuto un alterco pochi minuti prima, lo hanno bersagliato con diversi colpi di pistola. Adesso Manuel è ricoverato e, sebbene non sia più in pericolo di morte, ha subito una lesione del midollo spinale: non tornerà più a camminare. A nuotare.

Davanti a una vicenda di questa tragica entità sarebbe bene tacere. Zucconi, invece, ne fa un caso politico. E twitta: “Mentre il ministro degli Interni gioca a fare il poliziotto di cartone nella Roma senza sindaco né governo si sparacchia e si stronca la vita di un giovane e di un campione. Viva il ‘decreto sicurezza’ che facilita l’acquisto di armi”.
Come prevedibile, la sua infelicissima uscita social ha provocato reazioni sdegnate e critiche da ogni parte. Chiamare in causa il ministro dell’Interno per un così efferato ed insensato episodio di violenza è incredibilmente di cattivo gusto e, soprattutto, pretestuoso: il decreto sicurezza è in atto da sole poche settimane. I due colpevoli dell’attentato a Manuel sono pregiudicati già noti alle forze dell’ordine sin dal 2012.

Non si è fatta attendere la reazione di Matteo Salvini che ha affidato a Facebook la risposta a Zucconi: “Il ‘signor’ giornalista radical-chic, che dalla sua bella casa in America mi incolpa di quanto accaduto, dovrebbe solo vergognarsi. Ma come si fa a scrivere parole del genere? Anche solo per rispetto verso Manuel e la sua famiglia”.
Ilaria Paoletti